Dopo i primi giorni di frequenza della scuola dell’infanzia e primaria può capitare che i genitori si accorgano che la scuola che hanno scelto per il proprio figlio non sia rispondente alle loro aspettative, decidendo così di trasferire il bambino in un’altra scuola. Tutto ciò crea disagio a tutti i soggetti coinvolti: ai genitori, agli insegnanti, ma soprattutto ai bambini che si vedono catapultati da un ambiente ad un altro senza comprenderne appieno la motivazione e vedendosi costretti ad interrompere le relazioni instaurate con i compagni e gli insegnanti ed iniziare un nuovo percorso. Per evitare questa spiacevole situazione è quindi di fondamentale importanza che la famiglia decida in modo attento e ragionato quale sia la scuola giusta a cui iscrivere il bambino.
Molte sono le azioni che
vengono svolte per l’orientamento scolastico degli alunni negli ordini di
scuola superiori (scuole secondarie di primo e secondo grado) e in questo caso
il percorso di studi viene scelto in base alle attitudini e agli interessi
dello studente che è l’artefice principale della scelta.
Nel caso della scuola
dell’infanzia e primaria, la scelta della scuola viene fatta dai genitori in
base a criteri che esulano dalle predisposizioni e capacità del bambino che
devono ancora essere rivelate e scoperte.
Quali sono le ragioni e
le motivazioni che spingono la famiglia a preferire una scuola rispetto ad
un’altra?
La decisione può essere presa
privilegiando la comodità di accesso alla scuola, ovvero la sua vicinanza
all’abitazione o al luogo di lavoro dei genitori o di altri familiari o
conoscenti che possono venire delegati ad accompagnare il bambino a scuola. I
genitori possono essere orientati nella scelta tenendo conto dell’orario
scolastico ovvero della durata del tempo scuola e della possibilità di
usufruire di servizi aggiuntivi come il pre-scuola o il post-scuola. Un’altra
variabile che viene tenuta in considerazione è quella dei costi che la famiglia
deve sostenere e ciò dipendente principalmente dalla tipologia di scuola, se
statale o non statale. Nel nostro Paese è consentito a enti e privati di
istituire scuole e istituti di educazione, come recita l’art. 33 della
Costituzione Italiana, pertanto alle scuole statali si affiancano le scuole non
statali, queste ultime ulteriormente diversificate in scuole paritarie, non
paritarie e straniere. Mentre nelle scuole statali i costi sono legati essenzialmente
al servizio mensa ed al corredo personale, in quelle non statali si aggiungono
anche i costi di gestione della scuola. In alcune città e comuni italiani
possiamo trovare scuole ad indirizzo didattico differenziato, ovvero scuole in
cui viene utilizzato per l’insegnamento un metodo didattico specifico ispirato
al pensiero delle pedagogiste che lo hanno ideato, quali il metodo didattico Montessori, il metodo Agazzi
e il metodo Pizzigoni; anche questa peculiarità può far propendere nella scelta
di una scuola piuttosto di un’altra. L’ambiente scolastico, ovvero la struttura
della scuola, la presenza di spazi adeguati ed accoglienti, sia interni che
esterni all’edificio, di arredi confortevoli e provvisti di tutti gli accessori
necessari ed idonei viene esaminato con attenzione dai genitori per scegliere e
valutare la possibilità di iscrivere il proprio figlio in tale scuola. È anche
possibile che la scelta sia influenzata dalla presenza di bambini che già si
conoscono o che appartengano a determinate culture oppure dalla conoscenza del
personale che lavora all’interno della scuola.
I genitori hanno a
disposizione più mezzi per raccogliere le informazioni indispensabili per una
scelta consapevole della scuola più adeguata per il proprio figlio. Ritengo che
debba essere data la massima importanza all’aspetto educativo e formativo che
viene offerto dalla scuola, attraverso la consultazione del P.T.O.F., un
documento che ogni triennio gli istituti scolastici predispongono con il Piano
dell’Offerta Formativa; documento che viene revisionato annualmente e che
contiene tutte le informazioni relative alle varie scuole che ne fanno parte;
oltre alle indicazioni di carattere generale ed organizzativo, viene
esplicitata la progettazione educativa che viene offerta agli alunni e che
contraddistingue il singolo istituto, come previsto dalla normativa relativa
all’autonomia scolastica. Ogni scuola inoltre organizza verso la fine dell’anno
o durante il mese di gennaio il cosiddetto “Open day”, ovvero una giornata in
cui, per alcune ore, l’edificio scolastico è aperto alla visita delle famiglie
e durante la quale si organizzano incontri per presentare le attività, i progetti,
le peculiarità della scuola, e per rispondere ai quesiti, ai dubbi, alle
richieste di chiarimenti che i genitori possono rivolgere ai docenti e al
personale scolastico. È bene utilizzare
questi eventi per riuscire ad ottenere tutte le informazioni che si desiderano in
modo tale da confrontare le diverse opportunità offerte dalle varie scuole e
poter poi procedere consapevolmente all’iscrizione del proprio figlio.
Quello che vorrei qui
sottolineare è la rilevanza della scelta della scuola giusta anche nei primi
gradi scolastici; tale decisione non deve essere presa in modo affrettato, ma
occorre che la famiglia faccia una valutazione ponderata di ciò che ritiene
positivo e negativo in una determinata scuola, in base alle proprie
aspettative, alla propria scala di valori, ovvero a ciò che più ritiene
importante, prioritario rispetto ad altri elementi. Per non incorrere nel
rammarico di aver scelto una scuola non rispondente alle proprie aspirazioni e
quindi vedersi costretti a trasferire il bambino in un’altra scuola bisogna
operare una scelta del tutto personale, basata sulle proprie opinioni, privilegiando
i requisiti che si ritengono più importanti e preminenti. Tutto ciò per il
benessere psico-fisico del bambino che deve rimanere sempre il fine ultimo
dell’azione educativa.
Rosella Orizio
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