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mercoledì 11 agosto 2021

LA SCELTA DELLA SCUOLA

 

Dopo i primi giorni di frequenza della scuola dell’infanzia e primaria può capitare che i genitori si accorgano che la scuola che hanno scelto per il proprio figlio non sia rispondente alle loro aspettative, decidendo così di trasferire il bambino in un’altra scuola. Tutto ciò crea disagio a tutti i soggetti coinvolti: ai genitori, agli insegnanti, ma soprattutto ai bambini che si vedono catapultati da un ambiente ad un altro senza comprenderne appieno la motivazione e vedendosi costretti ad interrompere le relazioni instaurate con i compagni e gli insegnanti ed iniziare un nuovo percorso. Per evitare questa spiacevole situazione è quindi di fondamentale importanza che la famiglia decida in modo attento e ragionato quale sia la scuola giusta a cui iscrivere il bambino.

Molte sono le azioni che vengono svolte per l’orientamento scolastico degli alunni negli ordini di scuola superiori (scuole secondarie di primo e secondo grado) e in questo caso il percorso di studi viene scelto in base alle attitudini e agli interessi dello studente che è l’artefice principale della scelta.

Nel caso della scuola dell’infanzia e primaria, la scelta della scuola viene fatta dai genitori in base a criteri che esulano dalle predisposizioni e capacità del bambino che devono ancora essere rivelate e scoperte.

Quali sono le ragioni e le motivazioni che spingono la famiglia a preferire una scuola rispetto ad un’altra?

La decisione può essere presa privilegiando la comodità di accesso alla scuola, ovvero la sua vicinanza all’abitazione o al luogo di lavoro dei genitori o di altri familiari o conoscenti che possono venire delegati ad accompagnare il bambino a scuola. I genitori possono essere orientati nella scelta tenendo conto dell’orario scolastico ovvero della durata del tempo scuola e della possibilità di usufruire di servizi aggiuntivi come il pre-scuola o il post-scuola. Un’altra variabile che viene tenuta in considerazione è quella dei costi che la famiglia deve sostenere e ciò dipendente principalmente dalla tipologia di scuola, se statale o non statale. Nel nostro Paese è consentito a enti e privati di istituire scuole e istituti di educazione, come recita l’art. 33 della Costituzione Italiana, pertanto alle scuole statali si affiancano le scuole non statali, queste ultime ulteriormente diversificate in scuole paritarie, non paritarie e straniere. Mentre nelle scuole statali i costi sono legati essenzialmente al servizio mensa ed al corredo personale, in quelle non statali si aggiungono anche i costi di gestione della scuola. In alcune città e comuni italiani possiamo trovare scuole ad indirizzo didattico differenziato, ovvero scuole in cui viene utilizzato per l’insegnamento un metodo didattico specifico ispirato al pensiero delle pedagogiste che lo hanno ideato, quali il  metodo didattico Montessori, il metodo Agazzi e il metodo Pizzigoni; anche questa peculiarità può far propendere nella scelta di una scuola piuttosto di un’altra. L’ambiente scolastico, ovvero la struttura della scuola, la presenza di spazi adeguati ed accoglienti, sia interni che esterni all’edificio, di arredi confortevoli e provvisti di tutti gli accessori necessari ed idonei viene esaminato con attenzione dai genitori per scegliere e valutare la possibilità di iscrivere il proprio figlio in tale scuola. È anche possibile che la scelta sia influenzata dalla presenza di bambini che già si conoscono o che appartengano a determinate culture oppure dalla conoscenza del personale che lavora all’interno della scuola.

I genitori hanno a disposizione più mezzi per raccogliere le informazioni indispensabili per una scelta consapevole della scuola più adeguata per il proprio figlio. Ritengo che debba essere data la massima importanza all’aspetto educativo e formativo che viene offerto dalla scuola, attraverso la consultazione del P.T.O.F., un documento che ogni triennio gli istituti scolastici predispongono con il Piano dell’Offerta Formativa; documento che viene revisionato annualmente e che contiene tutte le informazioni relative alle varie scuole che ne fanno parte; oltre alle indicazioni di carattere generale ed organizzativo, viene esplicitata la progettazione educativa che viene offerta agli alunni e che contraddistingue il singolo istituto, come previsto dalla normativa relativa all’autonomia scolastica. Ogni scuola inoltre organizza verso la fine dell’anno o durante il mese di gennaio il cosiddetto “Open day”, ovvero una giornata in cui, per alcune ore, l’edificio scolastico è aperto alla visita delle famiglie e durante la quale si organizzano incontri per presentare le attività, i progetti, le peculiarità della scuola, e per rispondere ai quesiti, ai dubbi, alle richieste di chiarimenti che i genitori possono rivolgere ai docenti e al personale scolastico.  È bene utilizzare questi eventi per riuscire ad ottenere tutte le informazioni che si desiderano in modo tale da confrontare le diverse opportunità offerte dalle varie scuole e poter poi procedere consapevolmente all’iscrizione del proprio figlio.

Quello che vorrei qui sottolineare è la rilevanza della scelta della scuola giusta anche nei primi gradi scolastici; tale decisione non deve essere presa in modo affrettato, ma occorre che la famiglia faccia una valutazione ponderata di ciò che ritiene positivo e negativo in una determinata scuola, in base alle proprie aspettative, alla propria scala di valori, ovvero a ciò che più ritiene importante, prioritario rispetto ad altri elementi. Per non incorrere nel rammarico di aver scelto una scuola non rispondente alle proprie aspirazioni e quindi vedersi costretti a trasferire il bambino in un’altra scuola bisogna operare una scelta del tutto personale, basata sulle proprie opinioni, privilegiando i requisiti che si ritengono più importanti e preminenti. Tutto ciò per il benessere psico-fisico del bambino che deve rimanere sempre il fine ultimo dell’azione educativa.

Rosella Orizio

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