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mercoledì 4 agosto 2021

INSERIMENTO A SCUOLA E "STRANGE SITUATION"

Sai riconoscere il tipo di attaccamento che i bambini hanno instaurato con chi si prende cura di loro? Ecco lo studio che te lo svela!

Nella scuola dell’infanzia il periodo dell’inserimento dei nuovi bambini è un ottimo osservatorio per comprendere la situazione relazionale che ciascuno di essi vive rispetto alla figura genitoriale che li accompagna in questo delicato percorso.

La relazione tra adulto e bambino si fonda su due tipici stili di interazione complementari che ancora oggi accomunano l’uomo evoluto alle specie animali.  Se nel bambino si attiva ricorrentemente il sistema di attaccamento, nell’adulto si attiva ricorrentemente il sistema di accudimento. 

Il primo è determinato dal “bisogno di protezione e conforto e ci porta a cercare la vicinanza di un membro autorevole del gruppo […], ovvero è ciò che spinge il bambino a cercare la presenza del genitore o di un adulto ogni volta che avverte un bisogno di qualunque genere.” (Meini, 2008)

Il secondo è determinato dall’inclinazione “a offrire cura a chi, all’interno del gruppo, ne manifesti l’esigenza”. Ecco perché questo sistema “è tipicamente attivato con frequenza massima nel genitore del bambino piccolo” (Meini, 2008)

Tuttavia, nonostante questa unica interconnessione naturale e istintiva, la complementarietà relazionale tra il bambino e l’adulto può assumere diverse configurazioni: in altri termini, ciascun genitore risponde alle richieste del proprio figlio, ma non tutti lo fanno allo stesso modo. A seconda del feedback che riceve dall’adulto, quindi, il bambino adeguerà di conseguenza il suo modo di relazionarsi con lui. È ovviamente un adeguamento spontaneo, di cui il bambino non ha consapevolezza, ma che si esprime inequivocabilmente attraverso una serie di atteggiamenti, divenuti oggetto di un importante studio sperimentale che prende il nome di Strange Situation (Ainsworth et al., 1978).

Di cosa si tratta? È un sistema di verifica del tipo di relazione di attaccamento che il bambino piccolo, tra i 12 e i 18 mesi, intrattiene con la figura di riferimento che lo accudisce. 

Perché allora ne parlo facendo riferimento ai bambini della scuola dell’infanzia, la cui età anagrafica non corrisponde a quella della fascia di controllo dello studio in questione? Perché una relazione di attaccamento “problematica”, se non risolta, tende a consolidarsi e ripresentarsi quindi con le stesse modalità di interazione anche in seguito, in bambini un po’ più grandi.

Come funziona la Strange Situation? “Il bambino viene accompagnato da un adulto che si occupa correntemente di lui […] in una stanza contenente alcuni giocattoli. Entra un estraneo e comincia a giocare col bambino. Il genitore prima osserva l’interazione, quindi esce dalla stanza per rientrarvi dopo circa tre minuti accogliendo con un abbraccio il bambino. La separazione-riunione è ripetuta alcune volte”. Nella scuola dell’infanzia solitamente questa prima fase è più estesa e il ricongiungimento avviene dopo circa un’ora.

“La reazione del bambino alle varie fasi della Strange Situation permette di classificare il tipo di relazione intercorrente con il genitore. […] La griglia interpretativa prevede quattro tipi di attaccamento, di cui tre organizzati e uno disorganizzato”.

1.       “L’attaccamento è detto evitante se il bambino non si oppone alla partenza del genitore e al suo ritorno lo evita, per esempio sottraendosi all’abbraccio o distogliendo lo sguardo”.

2.       L’attaccamento è detto sicuro, “se il bambino protesta al momento della separazione ma si calma appena il genitore rientra, accettando e ricambiando le manifestazioni di affetto”.

3.       L’attaccamento è detto resistente-ambivalente se “il bambino protesta al momento della separazione ma non trova consolazione nemmeno al momento del ritorno del genitore” […].  

4.       L’attaccamento è detto disorganizzato quando “è caratterizzato dall’assenza di una qualsiasi forma coerente e organizzata di comportamento. Per esempio, al momento della riunione il bambino si avvicina al genitore con il volto girato dall’altra parte, oppure si ferma ad osservarlo come in trance, immobilizzato e con lo sguardo perso nel vuoto”.

 Perché è importante avere questo tipo di informazioni? Perché la conoscenza dello stile di attaccamento che il bambino mostra di avere verso il genitore che lo accompagna ci permetterà di trovare delle strategie adeguate a facilitare nel più piccolo il difficile momento del distacco e a guidare l’adulto verso un ricongiungimento positivo con il proprio figlio.

Agata Calise

 

Bibliografia

Cristina Meini, Psicologi per natura, introduzione ai meccanismi cognitivi della psicologia ingenua, Carocci, Roma, 2008


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