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martedì 17 agosto 2021

LA CORRESPONSABILITA' EDUCATIVA


 

Tra pochi giorni la scuola riaprirà finalmente i battenti. Quali prospettive ci attendono? 

Tra incertezze, dubbi e mille difficoltà ciò che si respira tra le mura istituzionali, per l’intera popolazione scolastica, è certamente la voglia di ricominciare, di riappropriarsi di un importante spazio fisico e mentale di condivisione e collaborazione. Mai come in quest’anno infatti la parola collaborazione è investita di un intenso significato che permette da una parte di qualificare la scuola, nel suo precipuo compito educativo e formativo, e dall’altra di riconoscere agli studenti ed alle loro famiglie la facoltà, nonché il dovere, di contribuire fattivamente, intenzionalmente e responsabilmente alla buona riuscita del percorso di crescita che ciascun istituto promuove per la sua utenza. Collaborare tra scuola e famiglia significa quindi condividere la stessa responsabilità nei confronti di bambini e ragazzi, ciascuno assolvendo ai propri obblighi. Questa imprescindibile necessità è stata già recepita dal Decreto del Presidente della Repubblica n.235 del 21 novembre 2007. Firmato dal Ministro dell’Istruzione Fioroni, il DPR in questione va a modificare il DPR n.249 del 24 giugno 1998 (Berlinguer), riguardante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, introducendo, tra l’altro, un articolo 5-bis che istituisce formalmente il Patto di corresponsabilità educativa. Come precisa lo stesso Ministero,

Il Patto educativo di corresponsabilità è il documento - che deve essere firmato da genitori e studenti contestualmente all'iscrizione nella scuola secondaria di I grado - che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare. Coinvolgendo tutte le componenti, tale documento si presenta dunque come strumento base dell'interazione scuola-famiglia.”

La novità di questi ultimi anni, dettata dal dover fronteggiare la situazione emergenziale, è che questo importante documento, nato per la scuola secondaria, è stato esteso anche agli ordini di scuola inferiori, per comunicare e fare accettare alle famiglie il codice comportamentale da adottare per il contenimento del rischio epidemiologico. Come insegnante di scuola dell’infanzia, ritengo che questa sia stata una grande conquista, che conferisce forma e struttura, e quindi valore istituzionale, al regolamento di ciascuna scuola, di cui le famiglie non saranno soltanto messe a conoscenza, ma che sottoscriveranno, impegnandosi consapevolmente a rispettarlo in ogni suo aspetto. Mi sembra che siano state gettate le basi per una concreta azione sinergica scuola-famiglia e c’è da augurarsi che l’adozione di questa buona pratica, nata facendo di necessità virtù, permanga anche dopo e oltre il COVID 19.

 

     Agata Calise                                                                                                          

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